Nella Guida alla coltivazione dei fagioli. Le fave sono i semi della pianta chiamata Vicia faba; la caratteristica più importante di questa pianta è che è una leguminosa e quindi arricchisce il terreno fornendo azoto. Per questo motivo è importante seminarlo in terreni che in precedenza hanno avuto colture molto esigenti, come pomodori, melanzane… Effettuare una buona rotazione delle colture.


I suoi fiori sono bianchi con una macchia scura e lo stelo ha una forma curiosa, essendo quadrato. Sono piante che possono crescere fino a grandi dimensioni. A seconda dello spazio a disposizione per sviluppare le radici, può raggiungere più di 2 metri di altezza, a seconda della varietà. Per un giardino urbano è meglio scegliere varietà di dimensioni ridotte e, se abbiamo spazio, varietà di dimensioni normali.

QUANDO E COME SEMINARE

Nelle zone temperate come il Mediterraneo, seminare a fine estate e in autunno. Nelle zone più fredde, dovremo aspettare la fine dell’inverno.

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Nella nostra Guida alla coltivazione dei fagioli vi mostriamo che quando si semina è consigliabile metterli a bagno il giorno prima, per facilitarne la germinazione, anche se non è obbligatorio. L’ideale è la semina diretta, con 2-4 semi per buca a una distanza di 30-40 cm e a una profondità di 3-5 cm. In pochi giorni, 10-12 giorni, vedremo germogliare i nostri semi.

Nel caso in cui non lo facciate direttamente e lo facciate in un semenzaio, vi consiglio di farlo in un semenzaio largo o in vasi, piantando almeno 2 semi per vaso o buca del semenzaio e inumidendo molto bene il terreno.

IL TRAPIANTO

Se avete scelto di seminare questa coltura, il momento ideale per il trapianto è quando la pianta è alta 10-15 cm, quando ha già diversi palchi con foglie vere.

Per il trapianto in terra o in un vaso più grande, fate una buca abbastanza grande da far entrare la pianta e copritela bene. Innaffiate abbondantemente per eliminare eventuali sacche d’aria e per garantire che le radici siano umide e non soffrano di stress idrico.

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IRRIGAZIONE

Nella nostra Guida alla coltivazione dei fagioli vi abbiamo mostrato che le fave non sono molto esigenti in termini di fabbisogno idrico. Se le abbiamo piantate alla fine dell’estate e le temperature sono ancora elevate, è consigliabile annaffiarle almeno 2 o 3 volte alla settimana. Più tardi, quando si entra in autunno e in inverno e le temperature sono più basse e piove, l’idea è quella di annaffiare una volta alla settimana, dato che anche la fava non ama troppa acqua. Bisogna fare attenzione a non farli seccare, soprattutto tra la fioritura e l’allegagione, perché il raccolto potrebbe andare perso.

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GUIDATI O GUIDATI

Questo dipende da ognuno, io personalmente non li guido né li addestro mai, al massimo faccio un recinto per loro come mostrato nella foto. In modo che non si aprano troppo e non occupino troppo spazio, in modo che siano più controllati e non occupino spazio o coprano altre piante.

Come vedete è molto semplice, si usano dei pali del materiale che vogliamo, ma dobbiamo tenere conto che deve essere duro, e si mettono delle corde che passano attraverso i pali, in questo modo manteniamo la pianta più eretta.

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POTATURA DELLA PIANTA

Per quanto riguarda la potatura del fagiolo Haba, non è molto esigente e non richiede potature, tranne quella apicale se non vogliamo che cresca in altezza. Questo impedirà alle piante di crescere troppo in altezza, ma al contrario favorirà la crescita di nuovi germogli.

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COME E QUANDO RACCOGLIERE

Un altro punto importante che noi della Guida alla coltivazione dei fagioli vi illustreremo. Per quanto riguarda la raccolta, li raccoglieremo in base al gusto, poiché ci sono persone che li raccolgono teneri e li mangiano con il baccello o li lasciano più o meno maturi per mangiarne i semi. L’ideale sarebbe effettuare una semina scaglionata per poter raccogliere in momenti diversi e prolungare così il consumo domestico per un periodo di tempo più lungo. Possiamo anche seminare semi precoci, che possono essere raccolti dopo 2 o 3 mesi, o semi tardivi, che possono essere raccolti dopo più di 4 mesi.

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Possiamo lasciarli seccare sulla pianta il più possibile per conservare i semi per l’anno successivo e avere così un seme che avrà nella sua memoria genetica il nostro suolo e il nostro clima, quindi si svilupperà meglio.

MALATTIE E PARASSITI COMUNI

I NSETTI.

  • Ragnetto rosso e bianco Aspira il materiale vegetale assorbendo i succhi cellulari come parte della sua dieta. Il tessuto colpito si colora di giallo e diventa necrotico nel tempo. In caso di infestazioni avanzate, intorno all’intera pianta si forma una caratteristica ragnatela.
  • Afide del fagiolo nero. (Aphis fabae) Gli afidi si nutrono preferibilmente di organi vegetali giovani, teneri e in via di sviluppo. Gli adulti e le ninfe estraggono passivamente la linfa lavorata quando la pressione è sufficiente. Sempre in grandi quantità per compensare il suo basso contenuto di aminoacidi. Assorbendo la linfa delle piante, provocano un indebolimento generalizzato, che si manifesta con una crescita stentata e un ingiallimento della pianta, correlato alla popolazione di afidi che sostiene. Durante l’alimentazione, gli afidi iniettano saliva contenente sostanze tossiche, causando deformazioni fogliari come arricciamenti e arricciamenti.
  • Bruchi. Variano per forma, colore e dimensione, ma sono tutti molto dannosi. I danni alla pianta sono causati dalle punture delle larve, sia sulle foglie che sui frutti in formazione.
  • La mosca bianca (Bemisia tabaci) La femmina della mosca bianca depone le uova sulla parte inferiore delle foglie di peperone. Appaiono sfere bianche visibili. Per nutrirsi, succhia la pianta, indebolendola e causando alla fine un appassimento generale.
  • Tripidi (Frankliniella occidentalis) I tripidi sono insetti di forma allungata che misurano circa 1 – 2 mm (visibili a occhio nudo e riconoscibili con una lente di ingrandimento) e sono di colore marrone. Questi insetti succhiano il materiale vegetale dalla pianta di pomodoro. L’area in cui è stata aspirata presenta una colorazione argentea e alla fine diventa necrotica.
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MALATTIE.

  • Peronospora (Phytophthora infestans) Questa malattia causata da un fungo attacca la parte aerea della pianta in condizioni di elevata umidità (90%). La presenza del fungo è rilevata dalla comparsa di macchie irregolari che finiscono per diventare necrotiche sulle foglie. Sul fusto compaiono macchie brunastre e sul frutto macchie brunastre di forma irregolare.
  • Oidio (Leveillula taurica) Questo fungo si manifesta sulla pianta con un micelio biancastro visibile a occhio nudo. La temperatura di germinazione del fungo oscilla tra 10 ºC e 35 ºC. . .
  • Macchia del cioccolato(Botrytis fabae). Le condizioni ambientali ottimali per il fungo sono circa 20°C e un’elevata umidità relativa. I sintomi iniziali sono macchie rossastre su foglie e baccelli. Alla fine della stagione il fungo produce piccole masse compatte di ife, gli sclerozi neri, che sopravvivono per tutto l’inverno. I baccelli colpiti producono semi macchiati con lesioni, che possono trasmettere la malattia.
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