Nella Guida del coltivatore di piselli spieghiamo che i piselli appartengono alla famiglia Leguminosesottofamiglia della Papilionoideeil suo nome scientifico è Pisum sativum L. I fusti sono rampicanti e angolosi; per quanto riguarda lo sviluppo vegetativo, esistono alcune varietà a crescita determinata e altre a crescita indeterminata, che danno origine a tre tipi di varietà: nane, seminane e a cornice. L’apparato radicale è complessivamente poco sviluppato, anche se ha una radice a fittone che può essere abbastanza profonda. Le foglie hanno coppie di foglioline e terminano in viticci, che hanno la proprietà di aggrapparsi ai pali che incontrano durante la crescita.

L’infiorescenza è racemosa, con brattee foliacee, che sono attaccate all’ascella delle foglie per mezzo di un lungo peduncolo. Ogni grappolo porta di solito 1 o 2 fiori, ma ci sono anche casi di tre, e persino di 4 e 5, anche se questi ultimi sono rari.

I fiori sono tipicamente papilionacei e hanno una simmetria zigomorfa, cioè con un unico piano di simmetria. Si compone di 5 sepali, di cui i due superiori sono variabili, sia per forma che per dimensione, il che viene utilizzato come carattere varietale. I baccelli sono lunghi da 5 a 10 cm e di solito hanno da 4 a 10 semi; sono di forma e colore variabile, a seconda della varietà; ad eccezione del “tirabeque”, le “valvas” del baccello hanno una pergamena che le rende immangiabili.

QUANDO E COME SEMINARE

In questa Guida alla coltivazione dei piselli vi mostriamo che si tratta di una coltura invernale-primaverile che, a seconda del luogo in cui vivete, può essere seminata in autunno, prolungando la sua coltivazione fino alla fine della primavera, e può anche essere seminata in gennaio-febbraio, arrivando a coltivarla fino all’inizio dell’estate. Essendo una specie che tollera le basse temperature invernali, comprese le gelate, il ciclo di coltivazione può essere adattato alle esigenze di ogni zona. La semina è diretta, ad una profondità di 4-5 cm, e può essere effettuata a file o per battitura, che si effettua anche separando la battitura nelle file di 30-40 cm.

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Dal momento della nascita delle piante fino all’inizio della fioritura passano solitamente tra i 90 e i 140 giorni, a seconda della varietà. La coltura può essere disposta in solchi o in riquadri; quest’ultimo sistema è più efficace nelle varietà a traliccio, in genere i piselli da neve, perché facilita il lavoro di tralicciatura delle parcelle.

IRRIGAZIONE

Questa coltura, in condizioni ottimali di umidità del terreno, necessita di poche irrigazioni. Non ha bisogno di molta umidità e le annaffiature devono essere moderate. In caso di irrigazione a gravità, prima della semina è necessario irrigare in modo che il terreno abbia un’umidità sufficiente a ricevere il seme. Successivamente, se si tratta di una coltura autunno-invernale, sono sufficienti un paio di irrigazioni settimanali, mentre se si tratta di una coltura invernale-primaverile, saranno necessarie 3 o 4 irrigazioni settimanali. Tenendo sempre conto delle precipitazioni che si verificano nella nostra zona, più piove e meno si irriga.

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I momenti più importanti in termini di fabbisogno di umidità sono durante la fioritura e quando i baccelli sono a metà crescita.

COME VIENE ASCOLTATO

Come abbiamo già detto nella Guida alla coltivazione dei piselli, ci sono varietà che hanno più bisogno di tralicci o sostegni per la loro crescita rispetto ad altre. Per quanto riguarda le forme o i tipi di traliccio, ce ne sono tanti quanti la nostra immaginazione ce ne offre… Possiamo fare delle semplici capanne o piramidi con canne o bastoncini, oppure possiamo mettere una rete di plastica o metallica dove sono attaccati i viticci.

Ricordate di fare i pali grandi, perché se la pianta si sviluppa senza problemi avrete piante enormi.

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COME E QUANDO RACCOGLIERE

Secondo la Guida del coltivatore di piselli, abbiamo raggiunto il punto che ci piace di più, la raccolta dei nostri preziosi piselli. Qui decidiamo come ci piacciono, se sono più teneri o più duri, se raccogliamo i baccelli più teneri interi per mangiarli o meno. Molti non sanno che il pisello è una pianta di cui possiamo mangiare non solo il pisello stesso, ma anche i giovani germogli e, come ho detto prima, i baccelli. I gambi giovani hanno un ottimo sapore e possono essere consumati crudi in insalata o cotti in frittata, se non li avete mai provati ve lo consiglio.

Per quanto riguarda la raccolta, vi consiglio di farlo con attenzione se non volete usare le forbici, perché potreste rompere i gambi da cui escono i baccelli.

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MALATTIE E PARASSITI COMUNI

I NSETTI.

  • Tignola dei piselli(Laspeyresia nigricana). È una farfalla scura che depone le uova sulle foglie del pisello da fiore a partire da giugno. Dopo qualche giorno, i giovani bruchi penetrano nei baccelli e mangiano l’interno dei fagioli, gettando i residui all’esterno. Alla fine del loro sviluppo, questi vermi sono lunghi circa 13 mm; il loro corpo è bianco-giallastro con la testa scura.
  • Afide verde(Acyrthosiphon pisum Harris). Questo parassita colpisce la vegetazione del pisello, rendendola più debole, e persino la formazione dei baccelli. Il parassita compare tra aprile e maggio, ma le prime colonie si trovano già a marzo.
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  • Sitona(Sitona linetus L.) Si tratta di un coleottero che rosicchia i bordi delle foglie con grande regolarità, lasciandole con una smerlatura molto caratteristica; questo danno è causato dall’adulto, ma le larve possono anche distruggere i noduli radicali.
  • Tripidi del pisello (Kakothrips robustus Uzel). L’attacco attraverso le sue punture provoca la deformazione dei baccelli e le foglioline assumono una tonalità argentea.

MALATTIE.

  • Oidio del pisello (Erysiphe poligoni D.C.). Le piante colpite si ricoprono di una polvere biancastra che ricopre la parte superiore delle foglioline e delle stipole, e in caso di attacco molto forte invade anche gli steli e i baccelli. Successivamente, sulla polvere biancastra compaiono dei puntini brunastri che contengono le spore che mantengono la malattia e che saranno responsabili della sua diffusione durante la fase favorevole al suo sviluppo.
  • Antracnosi del pisello(Ascochyta pisi Lib.). È un fungo che attacca steli, foglie e baccelli. La malattia inizia con la comparsa di macchie gialle tondeggianti di circa 5 mm di diametro con bordi più scuri; queste macchie possono essere numerose e occupare una vasta area sugli organi attaccati perché si uniscono tra loro, assumendo così un aspetto irregolare. Le macchie sui baccelli si sviluppano in profondità e possono danneggiare i semi. La diffusione di questa malattia è favorita da primavere umide con temperature elevate e può causare la morte delle piante.
  • Virus del mosaico del suolo del pisello (PSbMV). Si tratta di un virus piuttosto specifico per i piselli, anche se esistono ceppi che possono colpire fave e lenticchie. Le foglioline sono caratterizzate da un’alternanza di zone chiare e scure che conferiscono loro l’aspetto di un mosaico. Le parti colpite non si sviluppano normalmente e si induriscono; si verifica inoltre una riduzione della produzione. È principalmente trasmessa dai semi, ma può essere diffusa anche dagli afidi, in modo non persistente.
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